Divertimenti, MARCHE

Dalle Alpi all’Aso

Dalle Alpi all'Aso

SMITHS: “Panic” (1986)

Burn down the disco/,hang the blessed DJ,/because the music that they constantly play,/It says nothing to me about my life. – Dai fuoco alla discoteca,/impicca il benedetto D.J.,/perché la musica che regolarmente mette su/non mi dice niente circa la mia vita.

 

Luglio 2020: i Carabinieri di Pedaso fermano un tentativo di bruciare le sterpaglie presenti alla discoteca Mahé, atto criminoso che, ove attuato, avrebbe comportato la sicura distruzione di tutto ciò che resta del complesso. Stando ai resoconti della stampa, dubito che l’autore fosse un seguace di Morrissey & soci e nutrisse l’ulteriore scopo di impiccare il dj, che lì aveva fatto perdere le tracce da più di dieci anni. Per cui, I resti di quello che fu uno dei must del divertimento sul medio litorale adriatico rimangono a marcire sotto il sole e la pioggia e a corrodersi per la quotidiana azione della salsedine marina. L’ingresso alla discoteca ora è libero, però è sparita la consumazione. Ciò che si sta veramente consumando sono i resti del locale, concepito rigorosamente all’aperto, disseminato di dehors sotto tendoni, diversi dei quali svolazzanti senza più appigli, raggiungibili attraverso sentieri un tempo ordinatamente delineati e ora invasi da vegetazione infestante di vario tipo e genere. Le poche strutture fisse in legno sono prossime al disfacimento e i laghetti circostanti che delimitano i vari spazi seguono anch’essi il naturale corso del degrado complessivo, mostrando pozze d’acqua putrida e insetti vari a fedele corredo. A vederla così ridotta, non si direbbe proprio che questa fosse una delle discoteche più ricercate ed eleganti sul litorale adriatico, frequentata dal cosiddetto bel mondo dei vip di allora, tra i quali spiccava il noto sciatore Alberto Tomba, uno dei soci fondatori, che contribuiva a elettrizzare le serate con le avvenenti fanciulle che lo circondavano oltre che per le sue ripetute intemperanze a danno dei fotografi che bazzicavano lì per qualche scoop. Su un lato riparato del sito c’è un lungo gazebo, un tempo sicuramente quello di maggior eleganza, che suppongo costituisse il privè del locale, dato che le cronache dell’epoca ne fanno cenno. Con l’inizio degli anni 2000 si ebbero le avvisaglie della crisi, in concomitanza col proliferare dei primi chalet a ingresso libero, che mandarono in tilt la più complessa organizzazione delle discoteche classiche. Dopo diversi passaggi di mano ed andamenti incerti, nel 2010 il Mahè chiude definitivamente i battenti, cessando di sparare fino all’alba watt di house e tecno verso l’incolpevole mare. Tomba, da grande stratega dell’imprenditoria, si era già defilato da tempo, scivolando in slalom speciale fra i paletti degli ombrelloni.

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