Paesi, PUGLIA

Il tabacco del fascismo

Il tabacco del fascismo

DOORS: “Soul kitchen” (1967)

I light another cigarette,/learn to forget, learn to forget – Accendo un’altra sigaretta,/impara a dimenticare, impara a dimenticare.

Nel cuore del Salento, a pochi chilometri dal mar Ionio, fra le campagne di Salice e Veglie, si trova M., un paesino nato durante l’era fascista e completamente abbandonato nei primi anni ottanta. Sorto nei primi anni trenta su indicazione del regime per creare un centro utile alla coltivazione della vite e del tabacco, divenne ben presto un punto di raccolta per molte genti del sud in cerca di occupazione, tanto che arrivò ad ospitare circa 800 abitanti, che vivevano dei frutti delle coltivazioni. Il centro si sviluppò ulteriormente in seguito alla riforma fondiaria del 1950, quando numerosi terreni agricoli furono espropriati e assegnati ai contadini che decisero di stabilirsi in questa zona. Con l’inizio degli anni settanta inizia lo spopolamento: crisi dei redditi agricoli e progressiva urbanizzazione verso i centri maggiori ne furono le cause principali. Oggi M. si presenta nel più totale abbandono, pur avendo conservato i chiari segni della tipologia classica del paese agricolo: la grande masseria centrale, le case dei contadini, la scuola rurale, il frantoio, la chiesa, la piazza, la caserma, il dopolavoro, il campo da bocce, il deposito tabacchi, la cantina. M. è tornata tristemente alla ribalta pochi anni fa, quando fu al centro di un giro di prostituzione e micro criminalità. Ora tutto tace di nuovo e, forse, per sempre.

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