ABRUZZO, Industrie

L’ultimo samurai

L’ultimo samurai

PINK FLOYD: “Another brick in the wall” (1979)

All in all you’re just another brick in the wall – Tutto sommato è solo un altro mattone sul muro.

L’Abruzzo è stata regione di fornaci (addirittura 100 rilevate in un censimento di qualche anno fa), quasi tutte con impianto Hoffmann, privilegiato fino a metà degli anni sessanta. Fondata dalla famiglia F. nel 1904, la fornace era un semplice insediamento in cui argilla, acqua e fuoco venivano combinati insieme per produrre mattoni fatti a mano, secondo la tradizione quasi immutata nei secoli. Il complesso venne ampliato nel 1921 da un’altra famiglia che subentrò e ne rilevò la proprietà, con due nuove strutture che si occupavano di produzione, rifinitura, stoccaggio dei laterizi, la casa padronale dove viveva la famiglia e una mensa per gli operai. Nel periodo che va dal 1939 al 1945 ci fu un notevole impulso allo sviluppo in quanto, causa la guerra, aumentò considerevolmente la domanda di laterizi da destinare alla ricostruzione degli edifici distrutti dai bombardamenti. Il 1985 fu l’ultimo anno di produzione e la fornace fu lasciata al suo destino di abbandono, tant’è che oggi, seppur ancora in piedi per buona parte della sua estensione, mostra un evidente degrado delle strutture, che ha portato al crollo di porzioni delle murature esterne e di parti della copertura.

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