Segreti selvatici

j

by Chiedi alla Polvere

}

Marzo 13, 2018

DEPECHE MODE: “In your room” (1993)

Will I always be here? – Rimarrò per sempre qua?

Grazie a un’insperata soffiata, mi sono spostato solo di pochi chilometri da casa per arrivare alla sommità di una collina che scopre sul litorale del medio adriatico, dove si trova una delle minuscole frazioni della più nota cittadina balneare di riferimento, distante una manciata di chilometri e perfettamente visibile dall’alto. Questo piccolo centro ospita diversi villini a schiera mimetizzati nel verde e conserva i resti, parzialmente in vista dall’esterno, di quello che dovrebbe essere stato un complesso edilizio che nel tempo ha subito varie modificazioni fino a diventare un ristorante-dancing. Le scarne informazioni reperite in loco riferiscono di una struttura risalente addirittura al fascismo e, in effetti, le diverse aperture circolari a oblò su un lato dell’edificio possono far supporre un richiamo al periodo liberty o, comunque, una chiara ispirazione a motivi architettonici legati a quel periodo. L’interno del complesso è costituito da una serie di costruzioni che contornano una parte perimetrale del sito. L’idea che si ha è quella di una residenza di campagna, poi ampliata con locali attigui di più ampia metratura, la cui destinazione sembra sia stata quella di ristorante e sala danzante. Questa, che è solo un’ipotesi, è stata suffragata dal ritrovamento su uno dei muri perimetrali di una scritta incompleta, su cui campeggia ancora una D stilizzata. Siccome ho considerato la minima lunghezza del ferro di sostegno, è presumibile che potesse esserci scritto Dancing o addirittura solo Diana, non essendo materialmente possibile prevedere parole più lunghe, ma si rimane sempre nel campo delle ipotesi, dato che i pochissimi abitanti incrociati sul posto non mi hanno saputo fornire notizie di alcun genere. Il periodo di abbandono può essere fatto risalire almeno a una ventina d’anni fa. I locali risultano con gli interni totalmente ripuliti da ogni elemento che possa aiutare a ricostruire la destinazione, anche se le porte a battente (tipo saloon) che separano le stanze principali dal corpo abitativo fanno supporre che l’edificio avesse, almeno nelle parti di costruzione più recente, una funzione commerciale specifica. Il resto della costruzione versa in precarie condizioni e lo stesso può dirsi per il parco, minimamente curato solo nella parte a prato, in cui sono presenti delle palme (altro richiamo a un periodo storico ben preciso), che risulta abbandonato per la restante e più vasta parte, con la selva incolta che sta riprendendo i suoi spazi . Sul lato estremo del complesso edilizio sono presenti i resti di un’ampia piscina, ormai ridotta a un enorme ricovero per le piante spontanee che l’hanno occupata.

RICERCA TEMATICA

SCEGLI LA TUA REGIONE

Categorie

Archivio

Post relativi

Una lenta agonia

Una lenta agonia

ROLLING STONES: “I am waiting” (1966) I am waiting, I am waiting,/oh yeah, oh yeah./I am waiting, I am waiting,/oh yeah, oh yeah,/waiting for someone to come out of somewhere,/waiting for someone to come out of somewhere. - Sto aspettando, sto aspettando,/oh sì, oh...

Il lungo addio

Il lungo addio

REM: “Fall on me” (1986) Buy the sky and sell the sky/and lift your arms up to the sky/and ask the sky, and ask the sky./Don’t fall on me (what is it up in the air for),/fall on me (if it's there for long),/fall on me (it's over, it's over me). - Compra il cielo e...

Viva gli sposi!

Viva gli sposi!

BRUCE SPRINGSTEEN: “I wanna marry you” (1980) Little girl, I wanna marry you, oh yeah,/little girl, I wanna marry you, yes I do,/little girl, I wanna marry you. - Ragazzina, voglio sposarti, oh sì,/ragazzina, voglio sposarti, lo voglio davvero,/ragazzina, voglio...