Il lungo addio

j

by Chiedi alla Polvere

}

Maggio 14, 2026

REM: “Fall on me” (1986)

Buy the sky and sell the sky/and lift your arms up to the sky/and ask the sky, and ask the sky./Don’t fall on me (what is it up in the air for),/fall on me (if it’s there for long),/fall on me (it’s over, it’s over me). – Compra il cielo e vendi il cielo/e alza le tue braccia al cielo/e chiedi al cielo, e chiedi al cielo./Non cadere su di me (a cosa serve),/cadi su di me (se rimani lì a lungo),cadi su di me (è finita, è finita).

 

La chiesa sorge sulla sommità di un colle che domina la cittadina sottostante. L’impianto, di non particolare rilievo architettonico, è databile ai primi del secolo scorso ed è stato ampliato successivamente con una canonica sorta come appendice laterale dalle forme dozzinali. Colpita dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, la chiesa, che ha sempre avuto una funziona sussidiaria data la sua ubicazione rurale, è stata fortemente lesionata dal terremoto del 1997 e, ancora più gravemente, dall’ultimo sisma del 2016, i cui segni vistosi sono ancora presenti in tutta la struttura. All’interno si accede dal portale semiaperto e subito ciò che colpisce l’occhio è la distesa di calcinacci in terra con alcune formelle ispirate alla via crucis che giacciono spaccate o penzolano in precario equilibrio sui muri. Quello che allarma più di tutto è l’esame delle pareti, delle nicchie e dell’abside, che rende l’idea della devastazione provocata dal sisma e lascia spazio alla meraviglia per la struttura che, quantunque irrimediabilmente lesionata, resiste ancora al crollo. I reperti canonici rintracciati qua e là, unitamente a un presepe miracolosamente scampato alla distruzione, ma in cui mancano le figure sacre, sono lì a dimostrare la desolazione del tutto. Il manufatto relativo alla canonica è vistosamente lesionato, ora puntellato, ma di fatto inagibile e probabilmente irrecuperabile, tanto che ho rinunciato dopo pochi passi a proseguirne l’esplorazione. Il complesso nel suo ultimo periodo di attività fungeva anche da oratorio con tanto di campetto di calcio, anch’esso in stato di evidente abbandono. La curia locale deve aver ritenuto irrecuperabile la costruzione, tanto che non si ha notizia di opere di ripristino e l’inquietante presenza di antenne commerciali sulla sommità della collina, che dividono con la chiesa la vista sulla vallata sottostante, conferma il sostanziale disinteresse al recupero del complesso ecclesiastico. “Et portae inferi non praevalebunt”, come è riportato nel Vangelo di Matteo, ma il terremoto qui è stato più impietoso delle forze del male.

RICERCA TEMATICA

SCEGLI LA TUA REGIONE

Categorie

Archivio

Post relativi

Viva gli sposi!

Viva gli sposi!

BRUCE SPRINGSTEEN: “I wanna marry you” (1980) Little girl, I wanna marry you, oh yeah,/little girl, I wanna marry you, yes I do,/little girl, I wanna marry you. - Ragazzina, voglio sposarti, oh sì,/ragazzina, voglio sposarti, lo voglio davvero,/ragazzina, voglio...

La villa dell’addio

La villa dell’addio

EVANESCENCE: My immortal” (2003) These wounds won’t seem to heal,/this pain is just too real./There’s just too much that/time cannot erase. - Queste ferite sembrano non guarire,/questo dolore è troppo reale./È semplicemente troppo/perché il tempo possa cancellarlo....

Villa della meridiana

Villa della meridiana

PINK FLOYD: “Empty spaces” (1979) What shall we use/to fill the empty spaces/where we used to talk?/How shall I fill/the final places?/How should I complete the wall? - Cosa dovremmo usare/per riempire gli spazi vuoti/dove di solito parlavamo?/Come dovrei riempire i...