Sacro o profano?

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by Chiedi alla Polvere

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Dicembre 10, 2017

WHO: “The real me” (1973)

Can you see the real me? – Riesci a vedere il vero me?

Ero partito a caccia di una chiesa, che ho trovato restaurata ed ermeticamente chiusa, ho rintracciato i resti di una rocca, anch’essa restaurata e impenetrabile, e ho scoperto un edificio stranissimo, antistante alla chiesa, forse adibito in passato a canonica della stessa, dalle particolari forme che lo rendono più vicino a una tipologia architettonica frequente nel nord dell’Europa, anche se qualche incerto riferimento sulla rete parla di un castello in zona. Insomma, un bel mistero, comunque un rebus di cui non ho trovato la soluzione, ma di cui vi mostro i resoconti fotografici. L’edificio è di accesso facilissimo, poiché il portoncino d’ingresso è chiuso con una sbarretta di fortuna poco più che appoggiata. Sono entrato letteralmente sospinto da un vento dicembrino, impetuoso e stranamente caldo, che agitava rumorosamente i pochi oggetti in terra o presenti per le stanze. Dentro era tutto devastato dal tempo e dall’incuria, con profonde fenditure diagonali sulle pareti a indicare lo stato pericolante di quasi tutti gli ambienti. L’unico reperto solido che ho rintracciato è stato una scala a chiocciola in ferro, che conduceva all’ultimo piano, dal cui terrazzo ho potuto ammirare lo stupendo panorama delle colline di questo meraviglioso scorcio di campagna posto ai confini tra le province di Macerata e Ancona. Giusto il tempo di fare una foto dall’alto alla chiesa antistante e ho preferito chiudere lì l’esplorazione, una volta preso atto della preoccupante crepa che percorreva verticalmente la colonna a sostegno della guglia centrale che chiude in altezza la costruzione. Fra l’altro, sul fronte delle tre guglie che sormontano l’edificio ho trovato  scritte e immagini, neanche a dirlo, anch’esse misteriose, ma la crepa rilevata mi ha convinto a continuare le riflessioni sul mistero in un habitat più rassicurante. Mi sono diretto in una trattoria poco distante da lì, e, confortato da un monumentale piatto di tagliatelle accompagnate da un rosso piceno, ho deciso che il luogo appena visitato era un castello. Prosit.

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