Arrivano i nostri?

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by Chiedi alla Polvere

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Febbraio 11, 2018

CROSBY, STILLS & NASH: “Long time gone” (1969)

It’s been a long time comin’/it’s goin’ to be a long time gone./But you know,/The darkest hour is always,/always just before the dawn.– C’é voluto molto tempo per venire,/presto molto tempo sarà passato./Ma,sai,/l’ora più scura è sempre,/sempre poco prima dell’alba.

La fornace Pizzardeto, in frazione Montorso di Loreto, è un complesso industriale la cui attività cessò intorno agli anni sessanta; da quel momento in avanti, la situazione replicò quella di analoghe iniziative dismesse. Infatti, a una prima fase di abbandono ne fece seguito un’altra, in cui si concentrarono i molteplici  interessi immobiliari diretti a sfruttare una zona che avrebbe potuto assicurare uno sbocco verso il litorale di Porto Recanati, col cui comune l’area interessata confina. Furono avviati progetti di grande portata per la lottizzazione dell’intera collina, al cui punto più basso si colloca l’antica fornace, con esiti che sembravano definiti, fino a quando provvidenzialmente l’opposizione del dipartimento marchigiano di Italia Nostra non sollevò la questione dell’importanza storica della fornace, la cui rilevanza è certificata sui maggiori testi di archeologia industriale. Grazie a questa tempestiva azione, unita a quella della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche, si segnalò lo stato d’interesse architettonico del sito e, fatto ancora più decisivo, si rammentò agli smemorati amministratori locali l’esistenza di una vecchia legge forestale che impedisce l’edificazione nei boschi e sui versanti che con pendenze pari o superiori al 30%, e ciò per motivi di sicurezza oltre che per vincolo ambientale. Della fornace, in realtà resta poco del complesso industriale e quel poco appare malmesso, ma c’é almeno un punto di straordinario interesse architettonico che si trova al secondo piano della costruzione principale. Parlo del meraviglioso soffitto in pietra con quadrati in rilievo che segue la copertura dell’edificio, accompagnandola per tutta la curvatura della cupola, raccordandola su un lato, con un effetto scenografico di fuga in basso originalissimo e di grosso impatto visivo. Naturalmente sarebbe necessaria una tempestiva azione di manutenzione e consolidamento, almeno di quella specifica struttura. Tutto é, comunque, sospeso in attesa dell’imminente decisione finale del Consiglio di Stato sulla vicenda innestata dai vari ricorsi. Uscito dalla fornace, ho notato un enorme cartellone che campeggia su un lato della strada, in cui si decantano già le meraviglie delle future abitazioni di Loreto Marina, località peraltro inesistente sulla carta geografica, che, nelle intenzioni, dovrebbe presentarsi con 65.000 metri quadrati di villette e verde con la ex fornace che, restaurata, avrà una destinazione socio-commerciale.  Spero ancora che si possa evitare uno scempio su un litorale che già ne ha dovuti subire parecchi, ma siamo in Italia e temo che, anche questa volta, arrivino prima i loro.

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