Caccia e pesca

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by Chiedi alla Polvere

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Agosto 18, 2014

CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL: “Who’ll stop the rain” (1970)

Caught up in the fable, I watched the tower grow – Preso nella favola, ho guardato la torre crescere.

Secondo la definizione che ne dà il dizionario Sabatini-Coletti, la peschiera è il bacino in cui vengono allevati i pesci, marini o d’acqua dolce. Una peschiera meravigliosa si trova in una frazione di Macerata e costituisce uno degli edifici più originali e di rara bellezza di tutta la provincia. Consiste in una torretta a tre piani ubicata al centro di una vasca con parco retrostante, arricchita da una meridiana di cui restano le tracce e da alcune nicchie. La costruzione risale ai primi del ‘600, su ispirazione del monsignore C. da cui ha derivato il nome, con lo scopo di dirottare le acque di una ricca fonte sovrastante al fine di alimentare una bella peschiera di eccedente grandezza, murata con li suoi muri di parapetto attorno, e in mezzo a detta peschiera una fabbrica ad uso di torre quadrata con suo cortiletto, avente l’ingresso per un ponte murato a più archi. Le peschiere, fin dalla loro origine, oltre che servire come riserva di carpe per le cene di magro, venivano utilizzate per le abluzioni e lo svago in acqua, dunque possono essere considerate delle vere e proprie antesignane delle piscine oggi conosciute, anche se queste non godono di una torretta adibita a trampolino-abitazione. La Peschiera C., conosciuta fin dal 1927 anche come “Villa Irene”, fu abitata per molte estati da Guillaume Corneille (1922-2010), un pittore belga di una certa notorietà, ma poi conobbe un rapido decadimento quando fu ceduta a dei privati che se ne disinteressarono, adibendola a canile e lasciandola sostanzialmente incustodita. La sua sorte, del resto, era in qualche modo annunciata fin dalla fine degli anni ’70, quando l’intera zona circostante fu inquadrata come artigianale con conseguenti edificazioni in linea con la nuova destinazione urbanistica. Oggi il parco che circonda la peschiera è incolto e l’abbandono è visibile anche all’interno. La stessa deliziosa torretta che funge da abitazione, raggiungibile ormai con una certa difficoltà, per via della fitta vegetazione che ha quasi ostruito il passaggio sul ponticello di approdo, mostra i chiari segni di un abbandono improvviso. Spero, ma non so se crederci, che la storia di questa peschiera nascosta tra le selve che contornano Macerata abbia un epilogo diverso da quello che si prospetta adesso, ma non c’è molto tempo per porvi rimedio.

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