PINK FLOYD: “Childhood’s end” (1972)
But everything one day will cease,/all the iron turned to rust,/all the proud men turned to dust/And so all things time will mend – Ma ogni cosa un giorno cesserà,/tutto il ferro diverrà ruggine,/tutti gli uomini fieri diverranno sabbia./E così il tempo aggiusterà ogni cosa.
Nel centro cittadino di una nota città in provincia di Ancona si stagliano, ingombranti e severe, le forme inconfondibili di un’industria che per quasi sessant’anni produsse e brevettò di macchine olearie. In realtà, i primi passi furono mossi addirittura nel 1888, ma fu solo nel secondo dopoguerra che l’azienda si trasferì nel centro cittadino (allora era solo una periferia) e divenne un riferimento nel settore a livello mondiale. Intorno al 2000 l’attività fu trasferita nella zona industriale locale e furono dismessi i capannoni, che occupano una sterminata area in quella che ormai è diventata una zona residenziale ad alta popolosità, con conseguenti crescenti diatribe tra il comune e l’azienda circa la destinazione e le spese di riconversione di quel mastodonte, ormai solo un fastidio per la popolazione che vi abita vicino. L’ingresso è visibile con relativa facilità, ma entrare non è così semplice, proprio perché esso è situato fra palazzine abitate e la diffidenza di quanti abitano vicino all’aera industriale è cresciuta in questi anni di abbandono per via delle ripetute vicende di micro criminalità che la cronaca ha registrato. Il complesso, vastissimo e con diversi macchinari e attrezzature ancora presenti, offre innumerevoli spunti fotografici e così dicasi per gli uffici, visitando i quali è bene tener presente che dalle vetrate risultano parzialmente esposti alla vista delle palazzine che circoscrivono l’intera area e dunque è consigliabile essere cauti e silenziosi. Somo riuscito a entrare da un passaggio accanto a una casa abbandonata che si trova giusto sul fronte stradale; sulla carta è tutto facile, ma in realtà occorre attendere il momento giusto, considerato il consueto via vai dei veicoli e delle persone. Ho effettuato l’incursione in una piovosa domenica pomeriggio, quando era in programma un’invitante giornata calcistica. La scelta non poteva rivelarsi più azzeccata.


