JETHRO TULL: “Cheap day return” (1971)
And you sadly wonder/does the nurse treat your old man/the way she should. – E ti chiedi tristemente/se l’infermiera tratta il tuo vecchio/come dovrebbe.
Già conosciuto come Palazzo del Cannone, edificato nella seconda metà dell’800, l’edificio e l’annessa sterminata area verde, passò ad una nota famiglia nobile della città, per poi essere donato alla Provincia di Ancona nel 1933. Questa lo assegnò al consorzio antitubercolare perché fosse adibito alla cura dei malati di tubercolosi. I lavori proseguirono a stento, interrotti dalla guerra e dalla mancanza di fondi, tant’è che il nosocomio fu inaugurato solo nel 1959 con la gestione assegnata ai Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta (da qui il nome di Smom); poi nel 1973 la gestione divenne pubblica e l’ospedale, oltre ad acquisire altre specializzazioni, divenne un importante centro pneumologico e riferimento per molti malati, anche provenienti da altre regioni. Imprevedibilmente, nel 1988 alcuni politici e dirigenti che in quel tempo amministravano la città di O., decisero di chiudere lo Smom, che non riaprì più, nonostante nel tempo fossero state stanziate ingenti risorse ed avviati grossi lavori, rimasti tutti incompiuti, per l’abbattimento di alcune palazzine e l’edificazione di altre destinate ad accogliere un nuovo centro sanitario polifunzionale. Oggi l’immenso parco che circonda quel che resta del fabbricato originale e di quelli più recenti è diventato una selva intricatissima, che ha quasi sepolto le costruzioni più basse del complesso ospedaliero, tra cui una bella fontana e l’obitorio. Questo è comunque interessante e consiste in un piccolo casino in stile liberty, dalle aperture circolari e ogivali; si raggiunge, una volta nel parco dall’ingresso principale, incamminandosi lungo la recinzione sulla sinistra, possibilmente costeggiandola per evitare le parti più fitte della vegetazione. La camera mortuaria è quasi a ridosso della strada, ed è ormai avvolta dalla vegetazione. Si può entrare solo da una finestra, sempre che si riesca a farsi largo tra i rovi, ma l’interno ha subito la quasi totale spoliazione, al pari di tutti i fabbricati presenti nell’area. Il luogo ha fama di essere infestato, come sarebbe provato da molteplici rilevazioni effettuate con l’ausilio delle tecnologie comunemente utilizzate in casi del genere e come riferito da informazioni desunte dalla rete. Alla fine, le dichiarate oscure presenze sembrano essere le uniche che abbiano saputo resistere ai famelici appetiti dei politici locali, che decretarono la fine del nosocomio e l’avvio delle opere incompiute.


