Villa con giardino eclettico

j

by Chiedi alla Polvere

}

Ottobre 30, 2017

THIN WHITE ROPE: “Thing” (1989)

I knew it was the end of your dream. – Sapevo che era la fine del tuo sogno.

All’uscita del paese che diede I natali a Santa Maria Goretti, nascosta da un roveto che si sta impadronendo del parco originario di quasi due ettari, persistono le mura di una villa il cui impianto si fa risalire alla metà del Settecento. Col decesso (1933) dell’ultimo erede della dinastia dei conti da cui deriva il nome della proprietà, inizia il degrado della villa e del suo parco. Il complesso residenziale prevedeva una torretta sul lato destro della dimora, oltre la scuderia, la limonaia, l’abitazione del custode con la rimessa delle carrozze, il lavatoio e la cappella privata, tutte costruzioni di cui permangono strutture ormai malmesse e infestate da vari rampicanti. La villa, pur nell’evidente degrado per il lungo abbandono, non risulta vandalizzata, ma solo privata del mobilio che si é potuto asportare, e presenta qualche interessante spunto fotografico. Quello che caratterizza, ma sarebbe più giusto usare l’imperfetto, la residenza e le conferisce un pregio particolare è il parco eclettico, completato in diverse fasi tra la fine dell’800 e i primi del 900, dove si rintracciano, tra i viluppi dei rampicanti, i segni del tipico giardino all’italiana con finti ruderi del giardino all’inglese, integrati da altri elementi del giardino orientale, in un eclettismo assolutamente originale. Sono innumerevoli gli episodi architettonici presenti nel giardino, dei quali a fatica sono riconoscibili dei resti parziali, anch’essi infestati e letteralmente spaccati dall’incessante lavorio della vegetazione. In ogni modo, per la visita, considerando la fitta vegetazione che avvolge il parco, la villa e gli edifici di pertinenza, nonché la precaria statica di tutte le costruzioni, è consigliabile munirsi di caschetto protettivo e di guanti (vanno bene pure quelli da barca che scoprono le dita). Tra un po’ occorrerà farsi largo col machete: che tristezza!

RICERCA TEMATICA

SCEGLI LA TUA REGIONE

Categorie

Archivio

Post relativi

Piatto di recupero

Piatto di recupero

  TRIFFIDS: “Too hot to move, yoo hot to think" (1989) And from this window, I can see the street below,/ I can hear the hit parade on the radio./There's dirty dishes piling up in the sink,/but it's too hot to move, and it's too hot to think. - E da questa...

Una lenta agonia

Una lenta agonia

ROLLING STONES: “I am waiting” (1966) I am waiting, I am waiting,/oh yeah, oh yeah./I am waiting, I am waiting,/oh yeah, oh yeah,/waiting for someone to come out of somewhere,/waiting for someone to come out of somewhere. - Sto aspettando, sto aspettando,/oh sì, oh...

Il lungo addio

Il lungo addio

REM: “Fall on me” (1986) Buy the sky and sell the sky/and lift your arms up to the sky/and ask the sky, and ask the sky./Don’t fall on me (what is it up in the air for),/fall on me (if it's there for long),/fall on me (it's over, it's over me). - Compra il cielo e...