ELTON JOHN: “Burning buildings” (1984)
How long before the pain ends?/Tell me where living starts. – Quanto manca alla fine della sofferenza?/Dimmi dove inizia la vita.
Lo stabilimento fu realizzato nel 1900 per conto della “Società Anonima Eridania, fabbrica di zucchero”. Ebbe il suo massimo splendore alla vigilia della seconda guerra mondiale, al punto che nel 1940 la fabbrica impiegava mille dipendenti stagionali con ricadute straordinariamente positive sul territorio locale per l’indotto naturalmente generato. Ripresasi dai gravissimi danni inferti dai bombardamenti aerei, l’Eridania riprese a lavorare fino alla fine degli anni Sessanta, ma con la costituzione del mercato comune dello zucchero ebbe il suo inesorabile declino. Le cause sono presto dette: quote fisse annue di produzione e obbligo di importare dall’estero, un limite che negli anni, in passaggi successivi, veniva sempre più abbassato a tutto vantaggio delle produzioni tedesche e francesi, tanto che nel 1970 lo zuccherificio fu venduto al Gruppo Maraldi di Cesena, che utilizzò lo stabilimento forlivese solo come deposito decretandone di fatto la chiusura nel 1972. Lo zuccherificio di Forlì è un superclassico dell’esplorazione urbana, come testimoniato dai numerosi reportage fotografici dei tanti appassionati, che hanno avuto di che sbizzarrirsi nel rappresentare le diverse prospettive suggerite dagli impianti, dai i macchinari assediati dalla natura o dai meravigliosi graffiti che invadono le pareti ancora in piedi. Di fatto, comunque, l’area di oltre 140.000 mq. è in abbandono dal 1972 e il degrado è la naturale conseguenza di questo stato. Ovviamente, con le cadenze solitamente ritmate dalle elezioni amministrative, fioccano i progetti di recupero, variamente caratterizzati secondo schemi cui non difetta la fantasia: appartamenti, attività commerciali, uffici, mega parcheggio, fino alle attività edilizie a elevata tecnologia costruttiva e basso impatto ambientale. Prima, però, bisognerebbe avviare la bonifica del sito e quella costerebbe moltissimo; intanto il gigante continua a sonnecchiare in una zona ormai divenuta centrale per la città.


