Avanti un altro

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by Chiedi alla Polvere

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Agosto 10, 2018

TOM PETTY & THE HEARTBREAKERS: “Even the losers” (1979)

I shoulda’ known right then it was too good/to last./God, it’s such a drag to have to live in the/past – Avrei dovuto sapere che era troppo bello/per essere vero./Dio, è proprio una scocciatura dover vivere nel passato.

All’interno del Parco del Monte Subasio, terra cara al patrono d’Italia e ricca di monasteri, diversi dei quali ristrutturati per essere destinati a un turismo medio-alto, all’imbrunire ho casualmente incrociato una costruzione abbandonata, anche se non malmessa, che ho scoperto essere stata un agriturismo. Il giorno dopo sono andato a visitarla e la perlustrazione non è durata molto tempo, perché il facile accesso al piano terra non mi ha permesso di salire ai piani superiori, tutti opportunamente sbarrati da poderosi lucchetti nei pochi passaggi obbligati. Quello che ho visto e fotografato non è stato, dunque, molto, ma provo ugualmente a documentarlo, perché il posto non è privo di una sua grazia, anche se rivolto a un potenziale pubblico di non particolari pretese. Il complesso è composto da un edificio che, a vista, sembrava in grado di assicurare diversi posti letto e, all’esterno, da una bella piscina, profonda e piuttosto grande per gli standard attuali, anche se l’assenza di piantumazione non deve averla favorita, ormai ridotta a un basso acquitrino. Gli interni che ho visitato sono stati spogliati di tutto quello che poteva essere portato via, fatti salvi un televisore di vecchia generazione, un frigo, anch’esso molto datato, e decine di sedie piuttosto malandate. Di insolito ho trovato unicamente qualche veste femminile appesa alle grucce di un armadio in disfacimento, una delle quali con dei ricami nel corpetto, due rasoi usa e getta lasciati a marcire nel bagno e, la cosa più delicata di tutte, un vecchio mini album di fotografie, delle quali propongo quella di un terzetto familiare che brinda. Il tempo e l’umidità hanno reso illeggibili i volti degli adulti, mentre quello del bambino, felice col suo calice in mano, è stato da me parzialmente nascosto per renderlo irriconoscibile, anche se l’evidente sfocatura dei soggetti poteva essere sufficiente a evitare problemi, ma con la privacy è bene andarci cauti. Le scarne informazioni che sono faticosamente riuscito a reperire sul posto riferiscono di una ditta individuale femminile, che ha cessato l’attività pochi anni fa per l’insostenibilità dei costi rispetto ai ricavi: insomma, una storia come tante in questa Italia malandata. Sembra che ora la proprietà del bene sia in mano alla banca che ha inteso così tutelare il proprio credito. Personalmente, la vedo dura, considerati i tempi che corrono; molto più probabilmente, la Torre di L., questo era il nome dell’agriturismo, andrà ad ingrossare le fila dei crediti cartolarizzati.

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