Sacro, UMBRIA

Qui non si dicono bugie

Qui non si dicono bugie

SMASHING PUMPKINS: “Rocket” (1993)

I torch my soul to show/the world that I am pure/deep inside my heart./No more lies. – Illumino la mia anima per mostrare/al mondo che sono puro/nel profondo del mio cuore./Basta bugie.

Un altro tour umbro col mio fido sodale, stavolta dedicato alle chiese rupestri, mi porta a inoltrarmi tra boschi di lecci e aceri, che ospitano tartufaie custodite e sentieri già coi colori del foliage. Lasciata l’auto in una piccola radura lungo la provinciale, ci addentriamo lungo i percorsi boschivi battuti dai tartufai e dai loro cani, e in meno di trecento metri raggiungiamo la nostra meta. Bianchissima alla luce del sole, ha una semplice struttura a navata unica con tetto a due spioventi da cui spunta il piccolo campanile a vela. L’interno offre soltanto un altare, peraltro intatto, con la tela rimossa, un confessionale che non ascolta più peccati da chissà quanto tempo e la rara constatazione dell’assenza di ogni genere di vandalismo. Nel vano che si apre dietro l’altare, che probabilmente un tempo era parte integrante della navata, campeggia in alto un affresco del XV secolo raffigurante la Madonna col Bambino e San Pancrazio, cui è intitolata la chiesa. La pittura dal basso avrebbe consentito una resa molto approssimativa per cui, coadiuvato dal mio amico, mi sono issato su una catasta di mobili ammassata giusto dietro la pala d’altare, dopo averne prudentemente saggiato la tenuta dei legni, e così sono riuscito a avere il cavalletto quasi in asse con l’affresco per poter scattare foto soddisfacenti. Qualche notizia su San Pancrazio ci vuole, anche perché non ho mai conosciuto o sentito dire di qualcuno che avesse quel nome. Secondo la tradizione, San Pancrazio martire aveva soltanto 14 anni quando fu decapitato a Roma, sotto Diocleziano, nell’anno 304. Le sue reliquie acquistarono una curiosa fama. Si disse che avessero il potere di smascherare le dichiarazioni menzognere. Per dimostrare se una testimonianza era falsa o vera, sarebbe stato così sufficiente portare il teste davanti a un altare contenente le reliquie del Santo, nella convinzione che, se questi avesse dichiarato il falso, sarebbe caduto fulminato all’istante. Non è casuale che, a partire dal medioevo, le reliquie di San Pancrazio si moltiplicarono a dismisura, al punto che avrebbe dovuto avere almeno una ventina di corpi, solo per un banale calcolo sulle tibie ed omeri spacciati per originali. San Pancrazio è venerato sia dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa, a conferma del fatto che le bugie sono internazionali. Comunque, le notizie di cui ero a conoscenza sulla chiesa si sono rivelate esatte e, dunque, posso ritenermi soddisfatto. Il santo, con me, è stato di parola.

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