JOHN DENVER: “Leaving on a jet plane” (1966)
‘Cause I’m leavin’ on a jet plane,/don’t know when I’ll be back again. – Perché sto per partire in aereo,/non so quando tornerò di nuovo.
Nel 1918, sulle rive di un noto lago dell’Italia centrale, venne fondata la “Società Industriale Aereonautica”, sette anni più tardi modificata in “Società Anonima Industriale”, avente lo scopo di approfondire studi e didattica sugli idrovolanti. La società, dopo i primi timidi anni di sperimentazione, prese il pieno passo industriale nel 1933, causa gli evidenti intenti bellici del regime che aveva tutto l’interesse a potenziare attività del genere. Nel 1938 la “Sai” occupava ben 900 dipendenti e rappresentava un punto fondamentale per l’addestramento degli allievi piloti e per la produzione aeronavale. Il sito, di chiaro interesse strategico, fu gravemente bombardato nel 1944, tanto che di fatto rallentò fortemente l’attività, che da allora procedette a strappi fino a concludere il suo ciclo con prototipi di piccoli aerei a reazione nel 1951, in un progetto finito che peraltro coincise l’anno del fallimento dell’azienda. Riprese, con altri imprenditori a capo, per produzioni di accessori pesanti ad uso ferroviario, avendo fra l’altro la stazione adiacente al complesso industriale, ma, fra alti e bassi (molto più i secondi dei primi) giunse, attraverso ripetute interruzioni, fino al 2000, anno in cui i residui di qualche minima attività industriale cessarono del tutto per sempre. Poche volte ho avuto la fortuna di visitare un sito industriale come questo, vastissimo eppure ordinato e perfettamente agibile, tanto che sembra di trovarsi nelle vie di una città deserta e a misura d’uomo. Infinite le suggestioni che ogni padiglione è capace di fornire. Ci sono addirittura modelli di carri armati in miniatura (ad altezza d’uomo, grosso modo) e aerei meravigliosamente raffigurati sui muri ancora in piedi da graffitari di mano felice. Insomma, una gran giornata di pieno sole in un posto che non so se ora sia ancora praticabile. Ci sono, come quasi sempre in questi casi, progetti e iniziative di recupero per la vasta zona che ospita il complesso, ma ancora non si è riusciti ad avviare i carotaggi del terreno per valutare l’impatto ambientale del sito, noto solo per il carico di amianto, fisiologicamente presente in ogni attività datata. Rientrando, volgo nuovamente lo sguardo al lago e sembra normale immaginare un idrovolante che fruscia leggero sulle acque per prendere il volo. Un luogo davvero memorabile.


