Arsenico e vecchi merletti

j

by Chiedi alla Polvere

}

Giugno 16, 2013

JEFFERSON AIRPLANE: “Wooden ships” (1975)

Black sails knifing through the pitchblende/night away from the radioactive landness. – Navi nere fendono la notte d’uranio/fuggendo dalla follia di una terra radioattiva.

La nascita di questo complesso industriale risale al 1900 e la fabbrica fu costituita da privati per occuparsi della produzione dell’anidride solforica,concimi ed altri prodotti chimici. Nel 1929 l’area comprensiva di capannoni e impianti, di circa 3 ettari e mezzo, passò alla Montecatini che potenziò le produzioni esistenti, tanto da divenire in poco tempo un sito industriale di rilievo, al punto da essere oggetto di ben 36 bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale ad opera delle forze anglo americane e poi da quelle tedesche, oltre ad occupazioni e devastazioni sempre ad opera dei tedeschi. L’attività proseguì fino al 1964, anno in cui il sito fu dismesso e trasferito all’attuale proprietà. Questo per quanto riguarda la storia dell’azienda, ma c’è un’altra storia intrecciata a questa, che non è ancora finita, ed è quella che riguarda i rifiuti tossici rilevati nel sottosuolo dell’area e che, con tutta probabilità, riguardano anche il territorio circostante, che comprende, a un tiro di schioppo dalla fabbrica, un intero paese che sorge a ridosso. Nel sottosuolo gli esami scientifici hanno rilevato inquinanti particolarmente aggressivi, tanto che si stimano 90.000 tonnellate di rifiuti tossici. Un segnale visivamente evidente dell’inquinamento del terreno è che a terra è visibile dell’acqua rossa, segnale inequivocabile della presenza di arsenico. Dal punto di vista giudiziario, l’ultima pronuncia dice che non c’è reato penale per il proprietario del sito dato che l’inquinamento è stato prodotto dal precedente possessore, la Montecatini, e all’attuale società proprietaria non spetta effettuare la bonifica, che invece è diventata competenza della Regione, che potrà attuarla con fondi comunitari finalizzati. La visita al sito, effettuata in un giornata piovosa, è stata ricca di suggestioni. Aggirarsi tra quello scheletro (c’è poco di più) con i pali e i longheroni in cemento armato a fare da ascisse e ordinate tra la vegetazione che si sta riappropriando dell’intero fabbricato, avendo un occhio anche all’amianto sbriciolato presente in alcuni punti, é risultata un’esperienza indimenticabile. Devo un grosso ringraziamento a Franco Marulli, la cui abitazione è adiacente all’area dello stabilimento, attento documentatore della storia di questo sito e mia guida durante l’esplorazione, del quale riporto un ricordo di quand’era bambino: “Mia madre stendeva i panni la sera e il mattino dopo erano ricoperti da una polvere giallastra: erano i fumi della Montedison”.

RICERCA TEMATICA

SCEGLI LA TUA REGIONE

Categorie

Archivio

Post relativi

Fuori mercato

Fuori mercato

EDDIE VEDDER: “Far behind” (2007) Subtle voices in the wind,/hear the truth they’re telling/A world begins where the road ends/Watch me leave it all behind/Far behind… – Impercettibili voci nel vento,/ascolta la verità che stanno raccontando./Un mondo comincia dove...

Senza pietà

Senza pietà

CURE: “Disintegration” (1989) I leave you with photographs,/pictures of trickery,/stains on the carpet and/stains on the memory,/songs about happiness murmured in dreams,/when we both of us knew/how the end always is./How the end always is.– Ti lascio con...

Grazie abusive

Grazie abusive

ELTON JOHN: “Candle in the wind” (1973) And it seems to me you lived your life/like a candle in the wind,/never knowing who to cling to/when the rain set in. – E mi sembra che hai vissuto la tua vita/come una candela nel vento,/senza sapere a chi aggrapparti/quando...